plastiche |
L'arte povera, storicamente, non usa materiali "poveri" per mancanza di mezzi ma come atto critico contro la mercificazione dell'arte e la retorica dei materiali nobili (marmo, bronzo). Tu porti questa logica al presente: la plastica di scarto è povera nel senso più urgente e contemporaneo, perché è il materiale che inquina l'acqua stessa. C'è quindi un cortocircuito potentissimo: usi il rifiuto che minaccia l'acqua per rappresentare l'acqua. Il materiale non illustra il tema, lo incarna e la scultura diventa prova fisica del problema che racconta.
Acqua come forma instabile
"Scolpire l'acqua" è già un paradosso: è l'elemento per definizione senza forma propria, che prende quella del contenitore o si muove in onde, gocce, correnti. Farlo con la plastica — materiale che invece è rigido, permanente, quasi eterno nei tempi di degradazione — crea una frizione concettuale forte: dai una forma fissa e "per sempre" a qualcosa che in natura è fluido e transitorio. È quasi un memento: l'acqua passa, la plastica resta.

















