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Astratto in bianco e nero

CRITICA

“…IN PRINCIPIO CREÒ L'ACQUA..”

 

Le plastiche, le radici degli alberi, i polistiroli, sono materiali poveri. Da questi elementi nasce la ricerca di Maria Grazia Cordioli. Essi portano in sé la semplicità, come semplice è

l'uomo, un essere che ha vita nell'acqua, si nutre di essa, muore e poi risorge in essa.

L'uomo è prezioso come il legno naturale. Egli ha un ciclo vitale come lo ha l'acqua e come lo hanno le plastiche lavorate dall'artista. Ella le manipola, trasforma, stravolge conservando la loro natura; come l'uomo si rigenera così le plastiche vengono riciclate.

Si potrebbe parlare di arte minimale, informale, astratta.

Attraverso un'arte poliedrica, Cordioli cerca di valorizzare ciò che la società disprezza, scarta senza accorgersi del danno che produce. Questi materiali usati sono l'opposto dei materiali preziosi, come il gesso, il bronzo, il rame; essi non possono trasmettere quello che invece fa il materiale povero come la plastica essendo leggera, infrangibile, luminosa, è chiara, scura, colorata, leggera, modellabile, ha movimento naturale e porta in sè valori intrinseci.

Oggi le plastiche sono stra-usate, poco riciclate. L'artista le riutilizza e valorizza lo scarto, è reperibile gratuitamente, ma è dannoso.

Noi attraverso l'uso delle plastiche violentiamo la natura e sciupiamo le acque.

I lavori dell'artista sono assembramenti. Un singolo realizzato ha valore se è unito agli altri realizzati. Anche nella vita l'uomo singolo si realizza ed acquista valore se è vicino al suo simile.

L'amicizia, l'amore, fanno la forza. Lo stesso i materiali lavorati singolarmente ma uniti acquistano valore. Gli uomini sono così indispensabili l'uno all'altro, alle volte si spaiano, alle volte si intrecciano e la fede li fa ritrovare la via giusta per riunire i pezzi di vita. Così succede anche nei materiali.

Noi inquiniamo l'acqua, la disperdiamo, la consumiamo in eccesso; questo messaggio traspare nei lavori di Maria Grazia che, servendosi di materiali corrosi, cerca di valorizzare l'importanza, la preziosità ed il valore dell'acqua, indispensabile alla vita.

Nella storia sono state fatte guerre per l'acqua si sono deviati i torrenti per far morire gli squadroni avversari...

L'acqua è più preziosa dell'oro, l'acqua rappresentata attraverso dei lavori alle volte dorati o argentati, alle volte blu o bianchi, ha un valore inestimabile, è la regina del creato.

 

Con semplicità e maestria, Cordioli lavora le plastiche ricreando gli effetti e le trasparenze dell'acqua, le colora di oro e argento e le modella fino a simulare il movimento di essa nel suo scorrere infinito, libero e puro.

L'artista per trasformare i materiali utilizza l'aria ed il fuoco, energie essenziali che servono per discernere durante la loro preparazione, tutto quello che è superfluo. Questi elementi sono indispensabili per le sue opere, arricchite da un complesso e forte messaggio che sta dietro a tutto il suo lavoro.

Osservando le sculture si ha la sensazione di percepire la loro vitalità, l'energia che esse vorrebbero sprigionare per sensibilizzare lo spettatore. Esse sono oggetti fluttuanti e l'artista ha più volte affermato: ”noi fluttuiamo su elementi fluttuanti, essi sono l'acqua ed il fuoco. Essi hanno la capacità di trasformare, plasmare, modellare il materiale delle mie creazioni”.

Trasformazioni continue date anche dalle collocazioni. Infatti l'elemento aria è presente nella "open art", uno spazio dedicato all'arte che l'artista ha creato, dove l'aria esterna entra in dialogo con le opere esposte a cielo aperto. Pioggia, neve, vento, sole, di giorno e di notte, le opere dialogano con gli elementi naturali e subiscono trasformazioni, metamorfosi. L'arte di Maria Grazia è aperta, è libera di cambiare e muoversi come fa anche l'uomo. Tutto è in dialogo con la natura e l'essere umano.

 

Ogni goccia non va sprecata. Da qui nasce il lavoro sulle lacrime e la neve. Le lacrime come la pioggia, ci fanno capire il valore della vita, vanno offerte a favore del bene altrui. Se noi le offriamo al creatore esse danno frutto come la pioggia, essa cadendo fa crescere le piante e nutre la terra. Senza speranza e senza fede non si sopravvive e non si dà frutti. L'acqua ha valore in tutte le religioni.

La nascita, la purificazione, il battesimo, se non fosse per la presenza dell'acqua, non si potrebbero celebrare. L'acqua è vita umana e divina. Lo spirito santo è rappresentato dall'acqua, fuoco e aria.

La neve è acqua. Essa copre le case, è bianca, è pura, produce piccoli scricchiolii, ti dà serenità, pace e quando si scioglie. Il rumore dell'acqua è musica, il suono di essa, si diffonde velocemente. Apprezzare, rispettare, valorizzare. L' acqua è fondamentale. Poi la ribevi e la riapprezzi.

 

La vita è una continua ricerca di equilibrio, si pensa di raggiungerlo ma realmente quando è lì, ci sfugge. Va riscoperto. L'acqua è vita, la consumi, ma non l'apprezzi, la cerchi perché è indispensabile. L'acqua e l'equilibrio ti portano avanti. L'equilibrio è vicino: ce l'hai, poi lo perdi e successivamente lo devi recuperare. Così l'acqua, la bevi e non l'apprezzi. L’arte in questo è una scuola di vita, è la chiave di lettura della realtà e della fede. Dobbiamo leggere l'arte ed interpretare quello che ci succede. L'arte è gioco, la vita è un gioco prezioso. Bisognerebbe, come fanno i bambini, vedere la vita come un gioco. Essi hanno la capacità di cogliere la semplicità, provano bellezza nell'osservare ad esempio l'acqua e si stupiscono nel guardare la realtà; il bambino la trasfigura come un elemento ultraterreno, ciò che guarda lo manda in estasi.

Picasso, un giorno ha detto: ”ci ho messo una vita a tornare a disegnare come un bambino”. Per Maria Grazia questa è una conquista, il riuscire a trasfigurare le cose semplici come se le vedessimo per la prima volta. Ogni giorno è una meta, qualcosa di nuovo che scopri, lo apprezzi e ti porta ebbrezza.

 

Così dobbiamo fare con l'acqua. Essa nella sua semplicità è un progetto di vita, è umiltà, semplicità, purezza. Essa è preziosa e indispensabile, è unica come lo siamo noi uomini in questo mondo. Se la vediamo così, forse siamo sulla strada buona! Il vero, il buono ed il bello, si uniscono, questa è l'acqua!

Maria Grazia Cordioli attraverso il suo lavoro dà l'opportunità di riflettere sulla vita, una meditazione per cercare di capire e riscoprire le cose essenziali in essa, cogliendo e valorizzando quello che abbiamo. Molte cose sono date per scontate. Oggi le abbiamo e domani chissà.

Dobbiamo ri-emozionarci davanti al mondo, valorizzando le piccole realtà che danno valore alla vita, come l'acqua, l'aria e il fuoco.

 

Francesca Roberti

Nella sua intensa attività artistica sperimenta tecniche e materiali i più diversi, a livello grafico-pittorico e plastico ama molto la ricerca e tutte le tecniche sperimentali, non si adagia nelle facili formule estetiche ripetitive, gradevoli di sicuro successo commerciale.

Approda così dopo tanti anni d'intenso lavoro a un suo modo personale di esprimersi, forte, vivace, poliedrico, imprevedibile dove s'intrecciano elementi eterogenei, a volte inquietanti e drammatici.

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Dario Bentivoglio

 

Artisti contro la guerra a villafranca danno voce ai popoli alla stazione ferroviaria, nella chiesetta del crocifisso al castello e all'auditorium in concomitanza con altre iniziative culturali legate alla festa dei popoli(sett.2004) nelle installazioni della cordioli alla chiesetta del crocifisso al castello un forte messaggio per la pace.

Scuote l'indifferenza umana di fronte alla minaccia di un'autodistruzione collettiva per promuovere il desiderio comune di ricondurre la vita verso "il sogno" che sembra irraggiungibile di una pace e giustizia universale.

(Fiorenza Gallina)

 

Plastiche che lei modella con il fuoco, con l'aria con l'acqua calda e fredda assembla, inserisce in forme di plexiglass trasparente o sospende a delle strutture, o al muro direttamente o appoggia su delle basi o dispone all'interno di recipienti che a volte colora d'argento e d'oro per sottolinearne la preziosità

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Alessandra Molon

 

Potente come un urlo di dolore e di ribellione, l'arte povera della Cordioli che dissemina non a caso nell' ex-macello (a dire che tutte le guerre sono innanzi tutto un macello di carne umana) ora auditorium di Villafranca di segni tragicamente esplicativi. Con legno, plastica, pietre, oggetti di recupero(vecchi orologi, che segnano il tempo e la oblò) l'artista storia) croci, pietre drappi rossi e lumini accesi, il catino di Pilato e compone "paesaggi di dolore" bianche croci insanguinate, (simbolo di tutte le vittime innocenti) fiancheggiano un fiume sangue che attraversa tutta la storia dell'umanità fino giorni. Ai nostri oblò di lavatrice, come catinelle rivelano un implicito desiderio di purificazione collettiva; come misericordiose acquasantiere, raccolgono le lacrime palesi e nascoste versate per i caduti di tutte le guerre di tutti i tempi. Emblematico il titolo "lacrime delle mie lacrime”, sangue del mio sangue al contrario il catino di Pilato simboleggia l’indifferenza umana di fronte ai crimini dell’umanità

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Vera Meneguzzo

PLASTICA, MATERIA DA PLAS-MARE

 

Ci sono materiali, anche i più impensabili, che una volta modellati riescono a ritornare a nuova vita, creando effetti unici e altrettanto inaspettati.

Lavorata ad alte oppure basse temperature, lasciata al colore naturale o impreziosita con le sfumature dell'oro e dell'argento. La plastica è un materiale che produce effetti unici e inaspettati nelle mani di Maria Grazia Cordioli; genera onde e increspature simili a quelle dell'acqua, diversi esiti, per raggiungere tuttavia un unico intento: celebrare l'importanza dell'acqua, una risorsa tanto preziosa, quanto indispensabile per gli uomini. Flutti che definiscono moduli, fino a comporre installazioni dai differenti formati.

Un punto di arrivo e di partenza. Questo rappresenta per la creativa veronese l'incontro, avvenuto nel 2004, tra la materia plastica e quella fluida: la prima solida e indistruttibile, ma comunque plasmabile se opportunamente trattata  (alternando il fuoco, l'aria, l'acqua a diverse temperature); la seconda liquida, fonte di vita e al tempo stesso di distruzione.

 

Affrontare il tema delle risorse idriche significa per la Cordioli parlare di sprechi, inquinamento e sfruttamento indiscriminato che arriva a generare conflitti tra le popolazioni. Valorizzare attraverso talvolta, atti drammatici per scuotere la coscienza umana e invitare al rispetto della natura.

Utilizzare la plastica di scarto significa invece riciclare, o meglio restituire una nuova esistenza e una rinnovata forma ad un oggetto preso dal quotidiano, quale può essere per esempio, una comune bottiglia. Dall'incontro tra solido e liquido emerge così la creatività

Poliedrica dell'artista che nel suo atto di modellare la materia da vita a installazioni inedite, ma anche a sculture liquide; a giochi di luce e delicate trasparenze sospese a elementi in acciaio; a strutture leggere e infrangibili di plexiglass, che occupano l'ambiente senza mai arrivare a soffocarlo o dominarlo. Con questa filosofia, Maria Grazia  si occupa d'arte da quarant' anni, in maniera poliedrica e instancabile.

 

Ha iniziato a esporre le proprie creazioni a partire dal 1982, prediligendo in modo particolare gli spazi alternativi ex chiese, spazi culturali, biblioteche, ville antiche (villa Venier a somma campagna, villa Buri a Verona, forti militari austriaci  (Gisella e Pestrino), palazzo della Gran Guardia a Verona in molteplici mostre collettive e una personale all'Arsenale di Verona inaugurata da Ernesto Olivero dell'Arsenale della Pace di Torino nell'auditorium, nella stazione ferroviaria nella Chiesa della Disciplina e del crocifisso nel castello di Villafranca. Nella galleria Arianna Sartori di Mantova, per coniugare il forte impegno sociale che la caratterizza alla creatività artistica scenari di guerra, crocefissi segnati dalla storia, radici della guerra che hanno segnato il destino umano: atti di denuncia, drammatici, per scuotere la coscienza umana e invitare alla solidarietà, alla pace, alla multiculturalità, allo stare insieme in armonia senza conflitti, al rispetto della natura. E ancora alluminio, frammenti di grate, acciaio, alluminio, polistirolo impastato con il gesso, lamiere arrugginite, terracotta: una metamorfosi continua, come i cambiamenti che accompagnano l'esistenza umana.

Il suo percorso lo si comprende visitando lo studio di via Buozzi a Villafranca di Verona e il laboratorio a cielo aperto open art in via Tione che Maria Grazia Cordioli ha inaugurato nel 2006, oltre la casa-studio e spazio espositivo in via Nino Bixio. È in questi spazi che lo scarto diviene opera d'arte, un luogo d'incontro aperto a tutti. L' arte, crea dei ponti è un modo per conoscere

se stessi e la realtà che ci circonda. “Arte intesa come ricerca continua di soluzioni alternative, arte che eleva lo spirito ai valori eterni e offre una chiave di lettura della realtà esistenziale e sociale".

 

Marta Bicego

© 2026 MARIA GRAZIA CORDIOLI
 

37069 Villafranca  / Verona

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