GESSI |
i gessi hanno già in sé qualcosa di funerario e insieme vivo, quella superficie che imprigiona un momento preciso di un volto. Mettere insieme volti noti e sconosciuti in un'unica "galleria" crea un cortocircuito interessante: chi guarda non sa più distinguere la memoria collettiva da quella privata, il ricordo pubblico dal ricordo intimo.
Calchi reali vs calchi "inventati": alcuni gessi presi da foto di famiglia, altri da iconografia pubblica — statue, monete, ritratti storici — creando una tensione tra il volto che tutti riconoscono e quello che nessuno riconoscerà mai.
Il "passato" reso materiale fragile: il gesso si scheggia, si sporca, ingiallisce — potresti lasciare che il tempo agisca fisicamente sull'opera, coerente con il tuo interesse per la trasformazione (le radici, i metalli deformati).

















